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Donato all’ULSS 7 un mammografo 3d

Benazzi: “Un grande regalo dell’Associazione Fiorot e della Corri in rosa a tutte le donne”

COMUNICATO STAMPA – UFFICIO STAMPA AZIENDA ULSS N.7 – PIEVE DI SOLIGO (TV)

 (135/2016) Si è tenuta oggi, presso l’ospedale di Conegliano, la cerimonia di donazione di un mammografo 3D. L’acquisto della nuova apparecchiatura è stato finanziato  dall’Associazione “Lotta contro i tumori Renzo e Pia Fiorot” con il contributo dei proventi della “Corri in Rosa”, marcia non competitiva riservata alle donne giunta quest’anno alla terza edizione, con oltre 7.800 partecipanti.

“A Silvano Fiorot e agli organizzatori della “Corri in rosa” – sottolinea Francesco Benazzi, direttore generale dell’Ulss 7 – va il nostro ringraziamento per la grande sensibilità dimostrata. Questo mammografo rappresenta un dono importantissimo,  prima ancora che per l’azienda sanitaria, per tutte le donne del territorio che, grazie ad esso, potranno contare sull’applicazione di una tecnologia di ultima generazione nella diagnosi dei tumori al seno”. 

“L’idea iniziale – ricorda Silvano Fiorot – era che il mammografo venisse utilizzato nell’ambito della nostra Associazione. Quando però la Direzione dell’Ulss 7 mi ha fatto presente che lo si sarebbe potuto mettere a disposizione di tutte le donne del territorio ho accettato immediatamente la proposta: più ancora che il dono trovo sia importante la collaborazione tra l’Associazione e l’Azienda Sanitaria che consentirà di dare risposte migliori al nostro territorio”. 

“Oggi sono particolarmente emozionata, perché dopo tre anni vediamo finalmente questo mammografo tanto atteso – dice Valerie Delcourt, ideatrice Corri in rosa – siamo riusciti a creare un evento che ormai ha portata regionale e che nel Veneto non c’era. Inizialmente ho iniziato a correre con delle amiche, ho pensato di fare una corsa con 500 amiche. Siamo arrivate a 7.700”. 

“Attraverso lo sport possiamo fare aggregazione e beneficenza, non si tratta solo di correre e di portare un messaggio di movimento e sport come salute che è già prevenzione –  commenta Aldo Zanetti, amministratore unico Maratona di Treviso – insieme si possono raggiungere grandi obiettivi, come il sogno di Fiorot di acquistare un mammografo. Valerie ha avuto un’idea vincente, ma vincente è stata anche la risposta delle donne”. 

A Silvano Fiorot e agli organizzatori della “Corri in Rosa”, Aldo Zanetti e Valerie Delcourt – è andato anche il ringraziamento del presidente della conferenza dei sindaci, Floriano Zambon, e del sindaco di San Vendemiano, Guido Dussin. 

L’apparecchio, il cui costo è di 250.000 euro, è stato installato presso l’Unità operativa di Radiologia del Santa Maria dei Battuti: sarà utilizzato sia a sostegno dei programmi di screening dell’Ulss 7 sia nell’attività diagnostica ordinaria. 

Il  mammografo donato all’Ulss 7 è un’apparecchiatura di ultima generazione che consente, grazie alla tecnologia digitale, di avere una visualizzazione tridimensionale (tomosintesi), che comprende l’acquisizione di immagini a differenti angolazioni con una scansione di breve durata. La nuova apparecchiatura consente:

  • un’osservazione più precisa ed approfondita della struttura della mammella 
  • un’analisi accurata grazie alla maggiore risoluzione 
  • una migliore definizione delle caratteristiche della lesione 
  • una diagnosi più sicura dei tumori localizzati in aree periferiche e dense 
  • radiazioni ridotte del 30/50% 
  • una minore compressione della mammella

 

SCREENING MAMMOGRAFICO: I DATI

Il programma di screening mammografico prevede una mammografia ogni 2 anni per le donne di età compresa tra i 50 e i 74 anni. Ogni anno sono circa 13.000 le donne residenti nei 28 comuni dell’Ulss 7 che vengono invitate per la mammografica di screening: la percentuale di adesione all’invito, stabilmente superiore all’80%, è tra le più elevate a livello regionale. 

Lo screening mammografico è attivo nell’Ulss 7 dal 1999. Dati recenti, pubblicati dal Registro Tumori del veneto, attestazione una riduzione della mortalità correlata al tumore della mammella, grazie alla diagnosi precoce favorita dallo screening, nell’ordine del 15%